Le contrade di Siena
Lontano da Siena,i suoi abitanti si fanno chiamare senesi,ma all'interno delle mura la loro patria non è più la città ma la Contrada, percui si fanno chiamare con i nomi di questa: Aquilini per l'Aquila,Brucaioli per il Bruco,Chiocciolini per la Chiocciola,Dragaioli per il Drago,Giraffini per la Giraffa,Istriciaioli per l'Istrice,Lecaioli per il Leocorno,Lupaioli per la Lupa,Nicchiaioli per il Nicchio,Ocaioli per l'Oca,Ondaioli per l'Onda,Panterini per la Pantera,Selvaioli per la Selva,Tartuchini per la Tartuca,Torraioli per la Torre,Montonaioli per il Valdimontone.Attualmente le Contrade sono 17. Hanno una propria Chiesa detta Oratorio,una Sede Storica,un Museo dove sono conservati soprattutto i Palii vinti ed una Società che in passato aveva finalità di Mutuo Soccorso,mentre oggi è preminente l'attività ricreativa e la gestione del tempo libero.Le Contrade sono governate da un Consiglio eletto democraticamente ogni due,tre o quattro anni dai contradaioli,detto Seggio o Sedia.Di esso fanno parte un Priore che è il suo più alto rappresentante,ed è il capo della Contrada durante l'arco dell'anno,assistito da un Vicario Generale che funge da suo segretario o da suo sostituto;per quanto riguarda le operazioni legate al Palio essa è agli ordini del Capitano,anch'egli eletto,coadiuvato da due Tenenti o Mangini
Il Palio
L'uso di far correre i cavalli in occasione di ricorrenze religiose è antichissimo ed assai diffuso nelle città italiane del Medioevo.Anche a Siena si usavano tali corse. Al vincitore andava in premio un drappo di seta dipinto detto "Pallium",perciò si usò dire correre il Palio.A Siena il Palio,corsa di dieci cavalli chiamati "barberi",si corre nella Piazza del Campo due volte all'anno.Il 2 di Luglio in onore della Madonna di Provenzano,ed il 16 Agostoin onore di Maria Vergine Assunta.
Qualche volta per occasioni molto particolari può esserci un terzo palio detto Straordinario.Il primo Palio Straordinario si corse il 2 Giugno 1861 per festeggiare la proclamazione del Regno d'Italia.I cavalli non sono scelti dalle Contrade, ma assegnati per tratta,cioè per sorteggio.I fantini
cavalcano a "pelo",cioè senza sella.Il via o la "mossa" ai cavalli che si dispongono tra due canapi(grosse funi),secondo un ordine di ingresso avvenuto per sorteggio, è dato dal Mossiere,persona scelta dai Capitani delle Contrade.Quando la mossa sia stata ritenuta valida i cavalli sfrecciano nel magico anello della Piazza per tre volte superando le terribili curve di San Martino e del Casato. Al termine della corsa,il Palio viene subito consegnato ai propri contradaioli esultanti di gioia e che festeggeranno per giorni e notti in segno di giubilo e di gloria per la vittoria riportata sul Campo.Mio nonno materno ,Luigi Fiorentino,poeta,romanziere,critico letterario,scriveva:Il Palio è il vero amore,anzi l'anima dei Senesi.E' una passione tenuta dentro per mesi,trepida,gelosa,occulta,compressa,continuamente alimentata da molteplici linfe;si palesa sempre più vibrata ed energica anche nelle alleanze e rivalità,all'approssimarsi delle date fatidiche -2 Luglio-16 Agosto,quando il cuore dei senesi si identifica col grande cuore della città.Poi la passione si placa,si torna a discutere,si pensa già al prossimo Palio,il ciclo di ansie e di trepidazioni si rinnova in segreto negli anni, nei secoli.Per ma la meraviglia del Palio non è nella festa in sè,nel tripudio policrono delle bandiere,nello svolgersi del corteo in costume intorno all'incomparabile piazza,e neppure nella corsa dei cavalli che pure fa venire il cuore in gola a mozza il respiro;è piuttosto nel momento in cui il "Campanone"(la grande campana posta in cima alla Torre del Mangia)si esprime in note gravi e sulla enorme conchiglia del Campo,gremita di popolo fino all'inverosimile,scende il silenzio che fa percepire il battito di un ala;è nell'attesa di un evento grande e magnifico;e nell'appigliarsi agli estremi maneggi,soprattutto nella partecipazione del popolo,nella tensione che spezza i nervi al piu tepido e che,nei momenti culminanti,si traduce in moti tesi allo spasimo,in gesti di delirio,in urla che ricordano l'oceano in tempesta,in sospiri angosciati,in lacrime fino al deliquio.Le passioni politiche,i risentimenti personali,i privati interessi sono morti:palpita,vive,si estende in tutti e su tutto,morbida e dura,placida e violenta,la grande anima del Palio
 
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